Alien

La saga di "Alien" è composta da 4 film usciti nei cinema italiani tra la fine degli anni 70 e quella degli anni 90.

L’astronave “Nostromo” rispondendo ad un sos atterra su un pianeta sconosciuto.
Durante l’esplorazione un componente dell’equipaggio viene attaccato da un parassita che iniettandovi una larva lo paralizza e lo mette in coma. In seguito l’astronauta sembra riprendersi ma in pochi minuti muore quando il parassita sviluppatosi all’interno del suo corpo gli fuoriesce dal torace.
Inizia per l’equipaggio del Nostromo la caccia a questo orribile mostro che nel frattempo ha raggiunto gigantesche dimensioni. Nel giro di 24 ore l’alieno distrugge parte della nave e uccide tutto l’equipaggio, unica superstite è il tenente “Ripley” che apparentemente riesce a trarsi in salvo fuggendo dal Nostromo con una navetta di soccorso. Ma i guai per Ripley non sono ancora finiti l’alieno e riuscito ad inseguirla anche all’interno della navetta, comincia così una lotta disperata che vede Ripley vincitrice, riuscirà infatti a scaraventare l’alieno fuori dalla capsula nello spazio, e riprendere il suo viaggio verso la Terra.

Sono passati 57 anni e la capsula di salvataggio del Nostromo viene recuperata da una squadra di soccorso, Ripley tornata a casa e viene a conoscenza che il pianeta dove era atterrata insieme al suo equipaggio e dove era stato trovato l’orribile mostro oggi è una colonia della Terra di nome “ LV -426” in cui esseri umani lavorano per creare aria respirabile.
Dopo qualche tempo i contatti con LV -426 s' interrompono viene chiesto allora a Ripley di accompagnare una squadra di soccorso composta di marines in qualità di consulente per verificare che succede.
Arrivati sul pianeta Ripley fa una scoperta sconcertante: la nave dei marines non è stata inviata dalla “Compagnia” sul pianeta per distruggere gli alieni ma per prelevarne dei campioni da usare come possibili armi batteriologiche.
Ripley si scontra nuovamente con gli alieni che nel frattempo si sono moltiplicati, avere al suo seguito un esercito di marines non servirà a niente solo il suo coraggio e la sua determinazione la vedrà nuovamente vincitrice, riuscirà, infatti, a fuggire a bordo di una navetta di salvataggio prima che il pianeta esploda e porterà con se una bambina figlia di due coloni, il caporale dei marines e i resti di un androide "unici superstiti".
La navetta spaziale di Ripley precipita su un lontano pianeta adibito a colonia penale.
La donna deve attendere i soccorsi sul posto mischiandosi a criminali d'ogni genere che le rendono la vita difficile, ma presto i suoi compagni diventano un problema secondario: Ripley si accorge di ospitare nel suo corpo uno degli alieni contro cui a strenuamente lottato per anni, decide quindi di togliersi la vita e dare fine a questo incubo.
Due secoli dopo il suo sacrificio per liberare gli esseri umani dagli alieni, Ellen Ripley viene riportata in vita per mezzo di un elaborato processo di clonazione, la nuova Ripley ha la memoria del passato ma porta in se tracce del “DNA alieno” che aveva invaso il suo corpo.
Per combattere ancora una volta i loschi affari della “Compagnia", Ripley si unisce ad un gruppo di mercenari in un nuovo scontro con gli alieni.

1979 – ALIEN – Regia di Ridley Scott
1986 – ALIENS (Scontro finale) – Regia di James Cameron
1992 – ALIEN 3 – Regia di David Fincher
1997 – ALIEN 4 ( La clonazione) – Regia di Jean Pierre Jeunet

Nel 2012 ,con la regia di Ridley Scott esce nelle sale cinematografiche “Prometheus” un film di fantascienza ambientato nello stesso universo di Alien.
Prometheus risulta una sorta di prequel della saga originale pur mantenendo una storia a se stante.
Il film racconta dell’astronave Prometheus che seguendo una mappa stellare di antica provenienza scopre un pianeta dove avrebbe avuto origine la vita umana prima di arrivare sulla Terra.
Nel 2017 sempre per la regia di Ridley Scott arriva “Alien Covenant” secondo prequel della saga originale. Ambientato 10 anni dopo gli eventi di Prometheus, il film racconta della missione di colonizzazione su larga scala del pianeta ORIGAE-6 sul fianco estremo della galassia, da parte dell’astronave Covenant con a bordo 2000 persone addormentate artificialmente e sulle quali veglia l’androide Walter.

L’Alieno Adulto e la fase finale di un complesso processo di trasformazione degli “xenomorfi” creature con cui gli abitanti del pianeta Terra entrano in contatto per la prima volta sull’LV- 426 un pianeta inesplorato ai tempi del primo contatto con gli Alieni.
L’evoluzione degli xenomorfi infatti passa attraverso diversi stadi; il primo relativamente innocuo è di uovo.
L’uovo nel suo interno contiene un embrione con un miscuglio di ormoni e sostanze nutritive per la sopravvivenza della creatura in gestazione. L’uovo rimane inerte per lungo tempo ma all’avvicinarsi di una forma di vita che lo può ospitare con un richiamo naturale si schiude e dal suo interno guizza fuori l’embrione che si avvinghia attorno alla sua vittima; ha così inizio la seconda fase della sua trasformazione “il parassita”.
Quando il parassita entra in contatto con l’organismo ospite lo paralizza e in pochi minuti lo mette in coma pur mantenendolo in vita, un particolare organo obbliga la vittima ad aprire la bocca e una sorta di tubo impianta nel suo interno una spora che diventerà l’embrione vero e proprio.
Il parassita rimane attaccato alla vittima per circa 12/24 ore tempo necessario per garantire all’embrione di cominciare un primo importante sviluppo che lo vedrà trasferirsi dalla parte posteriore della gola fino all’interno dell’addome dove si attaccherà saldamente. A questo punto il parassita si stacca e l’ospite solitamente dà segni di ripresa, esce dal coma, ricomincia ad avere una respirazione regolare e a volte avverte una fame insistente.
Nel giro di qualche ora l’embrione si sviluppa completamente, ed è pronto per lasciare l’ospite e passare alla fase adulta.
L’abbandono dell’ospite da parte dello xenomorfo procura la morte dello stesso in quanto avviene per sfondamento del torace dall’interno. La creatura appena uscita, solitamente misura circa 50 cm. e la sua forma ricorda vagamente quella di un serpente anche se dai toni più terrificanti. Una nuova rapida trasformazione lo vede diventare “alieno adulto”; il suo terrificante aspetto è solo pari alla sua potenza distruttiva, basti pensare che al suo interno al posto del sangue circola una sostanza che a contatto dell’aria diventa un potentissimo acido molecolare.
L’alieno adulto può raggiungere un’altezza di quasi 3 metri, una particolare caratteristica di questa razza e di avere una doppia dentatura : una esterna morfologicamente normale, e una interna di tipo retrattile.

Modello della AMT/ertl
Anno 1999
Pezzi 21
Kit in stirene

L’UD-4L “Cheyenne” è un trasportatore tattico in dotazione ai Marines coloniali.
Leggero e versatile (grazie anche al suo decollo e atterraggio di tipo verticale) questo dropship multiruolo è capace di trasportare carichi fino a 16 tonnellate.
Sostanzialmente l’UL-4L è formato da tre sezioni : una anteriore dove trovano alloggio i due piloti,una posteriore per i due potenti motori a reazione, e infine una sezione centrale dove trova posto un capiente vano di carico progettato per contenere un veicolo M577 APC (Armoured Personal Carrier) che trasporta una squadra completa di Marines coloniali ed il modulo di comando per il monitoraggio della spedizione.
L’UD-4L monta inoltre un sistema di telecomando che permette ad un operatore tramite una centralina portatile di pilotarlo a distanza.
L’UD-4L solitamente viaggia a bordo di navi stellari interplanetarie da dove viene sganciato per raggiungere il teatro delle operazioni.

Modello della HALCYON
Anno 1989
Pezzi 92
Kit in stirene

L'M41-A è un fucile automatico a impulsi da 10mm., che è stato adottato come armamento standard personale per ogni marine coloniale.
Il fucile ha una configurazione che comprende, al di sotto della canna principale, un lanciagranate a pompa da 30mm. Un calcio ripiegabile a molla permette di utilizare l'arma come carabina oppure come un normale fucile, con il calcio aperto e l'arma appoggiata alla spalla, per avere una maggiore stabilità di tiro.
Il munizionamento standard è un proiettile M309 da 10mm X 24. I proiettili sono senza bossolo ed hanno una testa esplosiva in grado di perforare armature leggere. E' progettato per perforare armature personali, esplodendo subito dopo l'impatto per infliggere ingenti ferire e danni interni al corpo del bersaglio. Grazie all'efficienza di questa munizione, il proiettile è praticamente tutto costituito dalla testata esplosiva, rendendolo molto compatto. Il caricatore, situato davanti al grilletto (come nei vecchi M16), può contenere fino a 100 proiettili di tipo M309, immagazzinati in un convogliatore sagomato a 'N', che inserisce i colpi meccanicamente nell'otturatore.
In condizioni d'uso difficili, nei caricatori vengono inseriti solo un massimo di 95 proiettili, in modo da ridurre la tendenza all'inceppamento del meccanismo di autocaricamento.
Il fucile utilizza un sistema di controllo elettronico per sparare controllato tramite il grilletto stesso. L'arma può essere utilizzata in modalità a singolo colpo, semiautomatica (raffiche) o completamente automatica, a seconda della scelta operata sull'apposito selettore. La modalità automatica permette la maggiore rapidità di fuoco.
Un display a LED è posto sul lato destro dell'arma, subito davanti al grilletto, e indica la quantità di proiettili rimasti nel caricatore.
Il lanciagranate da 30mm posto sotto la canna del fucile utilizza un meccanismo a pompa per caricare le granate dal serbatoio da cinque colpi aiutando il meccanismo interno di inserimento, questo significa che la funzionalità normale del fucile è inibita finché il lanciagranate è abilitato. Il lanciagranate a volte viene caricato con gli M40 a frammentazione HEAP (High Explosive Armour Piercing, granate ad alto potenziale esplosivo per la perforazione di corazze). Altri tipi di munizioni sono disponibili, come le granate al Fosforo Bianco Incendiarie, e quelle Fumogene con gas Esaclorina. Questo fucile è un'arma veramente affidabile; è completamente sigillato contro lo sporco e la corrosione, ed è semplice da smontare per la manutenzione. I componenti ottico-elettronici sono stati resi più resistenti alle radiazioni, ed è perfettamente utilizzabile anche nel vuoto. Comunque, utilizzando quest'arma nello spazio, si deve tener conto che non è stabilizzata o ammortizzata a sufficienza per le operazioni di combattimento a gravità zero, e che quindi il suo rinculo può provocare lo spostamento dell'operatore.

Modello della Spatcave studios
Anno 2008
Pezzi 14
Kit in resina

l'M577 APC (Armoured Personnel Carrier) è un veicolo adibito al trasporto di fanteria leggera e commandos per operazioni rapide.
E' stato espressamente progettato per essere trasportato in volo sul campo di azione da una navetta UD-4L Cheyenne: per questo la torretta superiore si può retrarre dietro il veicolo stesso, diminuendone l'ingombro verticale.
Con la sua struttura 4x4 ruote motrici è meno efficace dei mezzi cingolati sui terreni fortemente accidentati, ma in compenso è molto più leggero, maneggevole ed affidabile. Come propulsore monta una turbina a gas da 286 KW alimentabile con diversi tipi di carburante, con un sistema di trasmissione automatico controllato elettronicamente. Le ruote ed i pneumatici sono corazzati, a prova di piccole armi da fuoco e mine. La pesante corazzatura può deflettere i colpi delle armi da fuoco, le schegge ed i proiettili a frammentazione a bassa velocità, per i quali è presente anche uno strato interno di schiuma anti-schegge, ma non può proteggerlo da armi anticarro. Modello della Halcyon Anno 1987 Pezzi 71 Kit in stirene

Il Rilevatore di Movimento (motion Tracker) è un apparecchio composto da sensori che permette di visualizzare su un display di circa 5 pollici la posizione nonchè la distanza di un oggetto in movimento coprendo un'area di circa 360 gradi.
I Motion Tracker vengono usati in operazioni di sorveglianza specie dove è richiesto un controllo anche su oggetti di piccole dimensioni con distanza fino a 1000 metri.
Caratteristiche principali del Motion Tracker sono:
L'avanzato visore di funzioni che mostra allo stesso tempo l'oggetto in movimento e la distanza da cui è rilevato.
Il sitema ACF Automatic Frequency Control che sintonizza in modo automatico la frequenza di ricezione del segnale.
Infine il controllo AS Automatic Scanning che permette la scansione e la ricerca automatica dell'oggetto anche fuori potata ottica.

Modello della Global Uplink
Anno 2010
Pezzi 11
Kit in resina con parti recuperate e modificate come nella versione originale

La “Narcissus” è una piccola navetta spaziale concepita per viaggi intra-sistema,ma usata anche come mezzo di salvataggio.
Misura una lunghezza di circa 16 metri per circa 20 metri di larghezza e ha una massa di circa 50 tonnellate. Lo scafo,costruito di materiale composito e ceramica, alloggia nella sua parte anteriore la cabina di pilotaggio costituita essenzialmente di tre postazioni una per il pilota,una per il co-pilota e infine una per uno scienziato.
All’interno della “Narcissus” trovano inoltre alloggiamento due capsule per l’ipersonno nonché aree adibite a magazzino per attrezzature e apparecchiature varie.
La Narcissus è mossa da 2 propulsori a razzo alimentati da un reattore a microfusione che utilizza l’acqua per la reazione di massa.

Modello della SKYNET
Anno 2004
Pezzi 40
Kit in stirene

Il Caterpillar p-5000 (power loader) è diventato una parte integrante dei porti e delle baie di carico delle astronavi.
La sua struttura bipede gli permette una grande flessibilità d’uso e un preciso posizionamento dei carichi trasportati.
Il P-5000, volgarmente chiamato Power Loader, è un mezzo pesante antropomorfo. E’ costruito in lega d’acciaio rinforzato e viene utilizzato appunto per sollevare e spostare carichi pesanti. Il suo movimento viene azionato e controllato direttamente da quello dell’operatore che trova posto all’interno dell’esoscheletro. Invece la manipolazione delle tenaglie meccaniche viene comandata tramite joystick posti sulle braccia.

Modello della HALCYON
Anno 1991
Pezzi 49
Kit in stirene

Il vascello sicuramente più famoso di classe “costenoga” è l' U.S.S. Sulaco.
Le navi di questa classe sono state progettate per svolgere diversi compiti: sono innanzitutto impiegate come navi leggere d’assalto, con funzioni secondarie di pattugliamento, bombardamento orbitale e trasporto truppe.
La classe “costenoga” vanta di numerose versioni navali tutte differenti per quanto riguarda le prestazioni, le dimensioni e gli armamenti; per semplicità sarà descritta proprio la U.S.S. Sulaco. Essa ha una massa di 78.000 tonnellate e misura circa 380 metri di lunghezza.
Ha un rivestimento corazzato che offre un’ottima protezione ai raggi laser e a particelle, mentre si dimostra scarsamente efficace contro armi a proiettile. E’ dotata di 90 capsule criogeniche in cui riposano: l’equipaggio e il personale trasportato durante i viaggi in iper-velocità, all’occorrenza tuttavia la nave può essere dotata di oltre 2000 capsule.
Le funzioni vitali sono controllate dal computer di bordo, una macchina di 28 Terabyte che governa qualsiasi altro sistema funzionale. Il computer è in grado di ricevere informazioni dal sistema sensorio e di elaborarle in modo da prendere decisioni in modo autonomo. Sarebbe in grado di auto-pilotarsi, anche se chiaramente in ogni momento le informazioni e decisioni possono essere visionate e modificate dall’ufficiale in comando.

Modello della SKYNET
Anno 2004
Pezzi 42
Kit in stirene